Impianti dentali

La chirurgia orale, quel ramo della medicina che prevede l’innesto di impianti dentali, rientra ormai nella prassi odontoiatrica quotidiana ed offre soluzioni per ogni forma di edentulia:

  • dalla mancanza di un solo
  • dente all’edentulia totale.

 

 

Gli impianti dentali in generale

L’impianto dentale è preparato in titanio, un materiale biocompatibile, ossia biologicamente neutro, per cui si integra perfettamente nel tessuto osseo dentale. Funge da sostituto della radice del dente rimosso e si innesta nell’arcata inferiore o superiore. Il periodo di integrazione dell’impianto nell’osso varia dai 4 ai 6 mesi. Dopo questo lasso di tempo, l’impianto dentale è perfettamente integrato nell’osso e può venir caricato con il perno moncone e la corona.

   

Nel caso in cui l’osso che deve ospitare l’impianto dovesse risultare poco adatto, si ricorre alla sua ricostruzione utilizzando diversi materiali all’avanguardia. Dai 6 agli 8 mesi più tardi si forma un osso nuovo e idoneo all’innesto degli impianti dentali. Potete trovare informazioni più dettagliate sull’argomento seguendo il link “Cellule staminali”.

Il Policlinico Adriatic dent utilizza impianti di diverse tipologie:

  • Duravit, di produzione italiana;
  • Sky, di produzione tedesca
  • e Straummann, di produzione svizzera. Si tratta di produttori rinomati che vantano un’altissima qualità dei loro prodotti.

 

Che cosa dovete sapere prima di scegliere l’innesto di un impianto?

Tenete anzitutto presente che ad occuparsi dell’innesto degli impianti dentali siano solo dottori in medicina dentale specializzati in chirurgia orale o maxillo-facciale. È necessario, quindi, scegliere uno studio medico che risponda a questo requisito. Il paziente dev’essere pronto a collaborare con il medico, in quanto la fiducia e l’intesa medico-paziente sono fondamentali per un trattamento di successo. Il paziente dovrebbe avere richieste razionali e oggettive.  

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Quando si ricorre all’impiantologia dentale?

Dopo l’integrazione dell’impianto dentale, su di esso viene applicato il perno moncone e viene presa l’impronta per la corona permanente: una volta fissata quest’ultima, il dente ha un aspetto naturale e non è più visibile alcuna differenza rispetto agli altri denti. Nel caso mancassero più denti, le unità implantari fungono da sostegno per i ponti. In tal caso si innestano da 2 a 4 unità implantari. In caso di edentulia totale si ricorre al montaggio di un ponte o di una protesi fissata sulle unità implantari.

Il ponte dentale è fisso e ha un aspetto più naturale rispetto alla protesi. È necessario in questo caso, a seconda della situazione, posizionare da 6 a 8 unità implantari, disponendole in modo da rispondere alle leggi della statica.

Questa struttura protetica non è removibile. Se si posizionano dalle 2 alle 4 unità implantari sulla mandibola edentula, al paziente viene data una protesi fissata sulle unità: è una protesi stabile e solida, ma mobile (removibile).  

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Che cosa fa il chirurgo durante l’innesto degli impianti dentali?

In primo luogo è necessario fare un’analisi completa dello stato di salute del paziente. Se esiste il sospetto di una patologia contagiosa, sarà richiesto un esame HIV o per l’epatite.

Il Policlinico Adriatic dent dispone di un proprio laboratorio, presso il quale è possibile fare tutti gli esami. Se il paziente risulta idoneo si procede ad una pianificazione protetica, che è importante quanto l’innesto dell’impianto.

Il risultato finale dell’innesto dipende da una serie di fattori, quali:

  • la qualità dell’osso,
  • la posizione dei seni mascellari,
  • l’igiene orale e la corretta disposizione delle forze masticatorie,

Ma soprattutto il paziente dev’essere pronto a collaborare con il medico, in quanto la fiducia e l’intesa medico-paziente sono fondamentali per un trattamento di successo.

Qui entra in gioco l’analisi dell’esame radiografico. Oggi è molto diffusa l’impiantologia computerizzata, che, avvalendosi di una tecnologia 3D, determina la posizione esatta dell’impianto, prendendo in considerazione la densità dell’osso, la circolazione sanguigna all’ interno e la morfologia dell’arcata dentale.

In base a questi dati si ottengono delle linee guida che accompagneranno il chirurgo durante l’intervento e il posizionamento dell’impianto. L’intervento di per sè non presenta particolari rischi.

Si fa sotto anestesia locale, e il posizionamento di ciascun impianto dura 10 minuti circa.

Se si vogliono innestare più unità implantari in un solo intervento (dalle 6 alle 8 unità) o se i paziente lo richiede, l’intervento può venire effettuato sotto sedazione.

Si tratta di un tipo di anestesia che permette al paziente di rimanere sveglio e interagire con il chirurgo, senza però sentire alcun dolore o disturbo.

Nonostante l’implantologia rientri tra le terapie odontoiatriche più complesse, risulta efficace in più del 97% dei casi.

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Quanto durano gli impianti?

Gli impianti hanno una durata illimitata. È tuttavia possibile che insorgano problemi in seguito a cambiamenti strutturali nell’organismo del paziente, quali.:

  • diabete
  • pressione alta, processi infiammatori o altro
  • malattie degenerative.

Controindicazioni

Le controindicazioni sono raramente riscontrabili. Le più frequenti state riscontrate in casi di grave osteoporosi.

Dopo l’innesto

I compiti fondamenali del paziente sono una scrupolosa igiene orale e le regolari visite stomatologiche, soprattuttto in fase di integrazione ossea.

In caso di mancata igiene si formano placche, che col tempo evolvono, trasformandosi in tartaro, che a sua volta porta alla recessione gengivale e ossea.

Gli impianti perdono così il sostegno osseo, diventano instabili, portando nella peggiore delle ipotesi, al rigetto dell’impianto. L’efficacia dell’intervento e della manutenzione degli impianti è minore in caso di pazienti fumatori.  

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